05_L’occhio tagliato a cura di Valerio Veneruso 2022-09-29T11:24:44+02:00

12 maggio – 10 giugno 2018

L’occhio tagliato

a cura di Valerio Veneruso

Artisti in mostra: Stefano Galeotti, Alberto Rossi, Morena Sarzo, Carlo Strano

con testi di Silvia Cegalin e Valentina Puato

Come nasce un’immagine in movimento? Che valore ha oggi tutto ciò che vediamo? Come fare a orientarsi in questo dedalo visivo difficile da gestire?
A simili quesiti il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea, tenutosi durante il mese di novembre del 2016 presso il Circolo The Last Tycoon di Padova (grazie al progetto Excinema di riattivazione di alcune sale cinematografiche del territorio), ha cercato in qualche modo di fornire delle risposte concrete.
Curato da Valerio Veneruso insieme alla supervisione di Caterina Benvegnù, responsabile della sezione arti visive di Excinema, il laboratorio è nato principalmente con l’urgenza di riflettere sul potere visivo dell’immagine e sul ruolo della sua divulgazione nell’epoca attuale.
Caratterizzato da un excursus storico e accompagnato dalla visione di alcuni materiali video specifici il workshop, della durata di una settimana, ha previsto anche una serie di attività culturali collaterali che hanno coinvolto il Museo del precinema collezione Minici Zotti di Padova, la critica e storica dell’arte Valentina Tanni, il curatore Stefano Coletto e gli artisti Giovanni Brunetto, Kensuke Koike, Caterina Erica Shanta e Matteo Stocco.

Avendo acquisito una consapevolezza maggiore sull’uso di determinati linguaggi e su particolari fenomeni propri del nostro tempo i partecipanti dell’iniziativa sono stati infine invitati a ragionare sulle possibilità, grazie alle nuove tecnologie, di produrre dei video senza per forza avvalersi delle canoniche tecniche di realizzazione degli stessi riflettendo soprattutto sulla natura ambigua di questo medium. Il risultato finale, visibile nella cornice di Casa Capra in veste di mostra collettiva, si concretizza dunque in un’esplorazione di quello spazio liminale che separa in un certo senso la dimensione analogica da quella prettamente digitale accostando il sapore nostalgico di estetiche precedenti l’avvento di Internet, come negli interventi di Carlo Strano e Stefano Galeotti, alla curiosità verso forme più eteree e nuovi approcci al sapere, evidenti nei lavori di Alberto Rossi e Morena Sarzo.    
Includendo modalità che spaziano dalla scultura alla videoinstallazione, passando per appositi testi critici e pratiche relazionali, l’esposizione si presenta quindi come un momento di condivisione durante il quale poter prendere visione degli output derivati dall’esperienza laboratoriale.
Durante l’occasione verrà inoltre presentato il catalogo corredato dagli artworks di Pasquale de Sensi e contenente dei contributi di Caterina Benvegnù, Silvia Cegalin e Valentina Puato.
  


BIO

Valerio Veneruso, 1984, Napoli
Artista visivo, VJ, grafico freelance e curatore indipendente. Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti, si sposta a Venezia dove nel 2012 si laurea in Arti Visive all’Università IUAV.
Co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012) e del progetto editoriale Banane – Fanzine, in collaborazione con Davide Spillari, (2016) è stato assegnatario di un atelier presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia per l’anno 2015/2016 dove ha potuto curare il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa mostra conclusiva TorchioFolks. Vincitore del premio per la migliore proposta grafica in occasione della 100ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia (2016) e del Premio Giovani Biennale dell’Incisione e della Grafica Contemporanea Città di Bassano del Grappa (2017) collabora inoltre come scrittore di articoli e recensioni per la rivista Artribune focalizzandosi soprattutto sull’animazione sperimentale, sulle nuove tecnologie e sull’impatto di internet nella nostra società.

Silvia Cegalin, 1985, Tradate (Varese).

Nel 2012 si laurea con il massimo dei voti in Discipline dello spettacolo dal vivo presso l’Università di Bologna, con la tesi sperimentale “Teatro e Biologia. Un percorso contemporaneo” in cui si analizzano gli intrecci tra arte e scienza. Tale commistione di saperi proseguirà anche successivamente e dal 2014, usando lo pseudonimo Nausica Hanz, trascorre due anni a scrivere articoli e recensioni sulla bioarte e la tecnologia nell’arte; sempre nello stesso anno pubblica il blog bilingue Kiri, kiri, kiri, una science fiction contemporanea in cui è centrale la partecipazione del lettore. Nel 2016 viene pubblicato il suo racconto ge-WORD-en nella raccolta Rapso X: The best of RAPSODIA, inoltre per la durata di dieci mesi, diventa capo redattore di Digicult: una delle principali piattaforme internazionali che osservano l’impatto delle tecnologie digitali e della scienza sull’arte.

Oltre alla scrittura si dedica alla pratica della performance e alla creazione di opere digitali realizzati con la tecnica del mix-media.

Ha da poco terminato il suo primo romanzo onirico-psichedelico, che spera, vedrà presto la luce.

Stefano Galeotti, 1995, Bergamo

Studente presso l’Accademia di belle Arti di Brera di Milano. L’utilizzo del medium internet viene preso come elemento centrale della sua ricerca utilizzando come archivio dal quale attingere liberamente, estrapolando materiali, manipolandoli, creando uno  spazio critico  di ricerca identitaria contemporanea.

Valentina Puato, 1984

Antropologa culturale con esperienza di ricerca qualitativa in ambito socio-sanitario. Ho esperienza nel terzo settore, in cooperazione e nella promozione dell’intercultura. Osservo l’uso e la trasformazione degli spazi, nonché la loro percezione, da parte dei differenti attori sociali. Mi sono occupata di quartieri e città per alcune ricerche sul campo o progetti (Tor Sapienza Roma; Patio Maravillas Madrid; Arcella Padova). Credo che l’arte, in qualunque sua forma, possa cogliere e restituire la molteplicità delle voci e degli sguardi.

Alberto Rossi. 1994, Vicenza

Studia Grafica Pubblicitaria all’Istituto Superiore Bartolomeo Montagna dove inizia a sperimentare attraverso fotografia e collage. Nel 2014 inizia il corso di Arti Multimediali allo IUAV di Venezia dove ha modo di continuare la sua ricerca artistica provando diversi metodi espressivi: dall’installazione video/sonora, alla proiezione o stampa di immagini, fino all’assemblage scultoreo.

Morena Sarzo, 1986

E’ una videomaker e video editor. Dopo la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e delle Produzione Multimediale, ha proseguito la sua formazione artistica con il master in Interactive Arts presso l’Università di Venezia IUAV. La sua produzione affianca ai cortometraggi una ricerca nel campo dell’animazione e della scansione 3D.

Carlo Strano, 1975, Venezia 

Ha avuto una formazione sociologica con tesi sull’immaginario del corpo maschile ed esperienze come regista, direttore della fotografia e scenografo per piccole produzioni cine-televisive andate in onda su SKY o proiettate in circuiti indipendenti. È stato finalista al Premio Artelaguna con esposizione all’Arsenale di Venezia a cura di Igor Zanti. Ha esposto presso il Circoloquadro di Milano e il centro San Gaetano di Padova.

Artwork: Pasquale de Sensi

Artwork: Pasquale de Sensi